Consorzio
Tutela Barolo Barbaresco Alba
Langhe e Roero, primo in Italia,
ha messo a punto uno strumento
molto utile per conoscere più
da vicino le zone di produzione
di Barbaresco, Barolo e Dolcetto
di Diano d’Alba: ha pubblicato
sulla homepage del sito www.langhevini.it
il “Sistema Informativo
Territoriale” su piattaforma
internet (GIS-WEB), che rappresenta
graficamente le menzioni geografiche
aggiuntive dei tre vini di Langa.
Il
Presidente del Consorzio Tutela
Barolo Barbaresco Alba Langhe
e Roero, Enol. Claudio Rosso,
sottolinea la rilevanza del lavoro
svolto sulle menzioni geografiche
aggiuntive: “I nomi che
abbiamo normato sono antichi e
appartengono alla tradizione di
Langa. I produttori li utilizzano
da lungo tempo, ma delimitarli
in via ufficiale richiedeva una
forte volontà. L’accordo
sulle menzioni geografiche aggiuntive
è stato raggiunto solo
dopo lunghe e faticose discussioni
tra i produttori. Il Consorzio
ha ottenuto questo importante
risultato grazie all’impegno
e alla costanza del Direttore,
Dott. Claudio Salaris, e alla
collaborazione della Dott.ssa
Gabriella Valota. Per lavorare
meglio su questo tema, così
come su altri di primaria rilevanza,
sono state affidate delle deleghe.
In questo caso i Consiglieri che
hanno collaborato e che vogliamo
pubblicamente ringraziare sono
il Dott. Nicola Argamante e l’Enol.
Giorgio Barbero.”
A
testimonianza della volontà
del territorio e dei produttori
di individuare e specificare le
zone d’origine è
importante ricordare l’esempio
del Comune di Diano d’Alba,
che già nel 1986, pochi
anni dopo il riconoscimento della
Doc Diano d’Alba, pubblicò
la mappa delle aree per l’attribuzione
della menzione del nome di vigneto.
Per primo in Italia, questo paese
langarolo si dotò di uno
strumento urbanistico d’avanguardia,
il Piano Regolatore dei Sörì,
segnando così una tappa
importante nella storia della
vitivinicoltura nazionale. Nel
dialetto locale la parola Sörì
indica i terreni più vocati
per la coltivazione della vigna
in virtù del particolare
microclima e della composizione
del suolo.
Il Direttore dell’ente consortile,
Dott. Claudio Salaris, ricorda
che: “Il nostro Consorzio
è il primo in Italia ad
avere ufficializzato i nomi di
quelli che comunemente sono chiamati
cru o sottozone, delimitando e
proponendo di inserire nei Disciplinari
l’elenco e i confini di
tutte le aree interne alle zone
di produzione dei vini Barbaresco,
Barolo e Dolcetto di Diano d’Alba.
L’intero territorio di produzione
è stato mappato: un obiettivo
ambizioso raggiunto dai produttori
attraverso il Consorzio di Tutela
e la collaborazione delle commissioni
agricole dei Comuni, della Provincia
di Cuneo, dell’Enoteca Regionale
del Barbaresco e dell’Enoteca
Regionale del Barolo. Tramite
internet produttori, consumatori
ed esperti del settore da oggi
dispongono anche di uno strumento
tecnologico molto preciso che
visualizza la mappatura delle
menzioni geografiche aggiuntive.”
Con
il supporto tecnico della ditta
Oikos Engineering S.r.l. di Alba
(www.oikosweb.com), infatti, sono
ora online sul sito www.langhevini.it
le mappe digitali delle menzioni
geografiche aggiuntive dei vini
Barbaresco, Barolo e Dolcetto
di Diano d’Alba. Il “Sistema
Informativo Territoriale”,
oltre alla cartografia delle menzioni,
consente di visualizzare la Carta
Tecnica Regionale, le Mappe Catastali
Numeriche e, grazie a un modello
matematico del territorio, alcune
tematizzazioni, quali la carta
delle esposizioni e quella delle
pendenze. Il Sistema permette
agli utenti di visualizzare le
informazioni su livelli sovrapponibili.
Per
chi fosse interessato, sono disponibili
alcune immagini (in formato .jpg)
che mostrano estratti esemplificativi
delle schermate del “Sistema
Informativo Territoriale”
visualizzabili sul sito www.langhevini.it
Le
menzioni geografiche aggiuntive
del Barbaresco, del Barolo e del
Diano d’Alba
Le
menzioni geografiche aggiuntive
sono aree delimitate all’interno
della zona di produzione. A differenza
dei cru francesi, le menzioni
geografiche aggiuntive non connotano
vini di qualità superiore,
bensì indicano l’origine
più precisa dei vini prodotti
e commercializzati: infatti, i
vini che riportano in etichetta
la menzione geografica aggiuntiva
sono prodotti esclusivamente con
uve provenienti da quella particolare
zona geografica. L’introduzione
delle menzioni geografiche aggiuntive
nei Disciplinari di produzione
consente di definire meglio la
piramide qualitativa, di esaltare
il legame tra prodotto e territorio,
di segmentare meglio il mercato
e riportare in etichetta informazioni
più chiare a vantaggio
del consumatore.
Le
menzioni geografiche aggiuntive
del Barbaresco sono parte integrante
del Disciplinare di produzione
da febbraio 2007. Le menzioni
geografiche aggiuntive del Barolo
e del Dolcetto di Diano d’Alba
sono ancora “proposte”,
in quanto al vaglio del Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari
e Forestali: diventeranno effettive
solo dopo l’approvazione
del Comitato Nazionale per la
Tutela e la Valorizzazione delle
Denominazioni di Origine e delle
Indicazioni Geografiche Tipiche
dei Vini e la pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale del decreto
di riconoscimento.